Orto bio-intensivo: la lavorazione minima del terreno

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Una dei principi cardini della produzione bio-intensiva orticola è la lavorazione minima del terreno. L’aratura e la coltivazione eccessiva causano la compattazione del suolo, rendendo difficile la penetrazione delle radici e l’attività biologica del suolo.

Mantenere fertile il terreno significa lavorarlo solo in superficie incorporando il compost con il terreno, preservano così la vita che popola il suolo (lombrichi, funghi e microrganismi).

Vediamo bene insieme cosa significa lavorazione minima del terreno e come preservare la fertilità del proprio orto.

La lavorazione minima del terreno nell’orto bio-intensivo

Letti permanenti

I letti permanenti sono la base del sistema di coltivazione intensivo. Consentono un’organizzazione ottimale dello spazio e del lavoro e forniscono un ambiente ideale per la crescita delle piante. Il fatto che siano permanenti è determinante, perché questo è ciò che permette di costruire e mantenere il terreno nel miglior modo possibile. I letti di semina sono rialzati rispetto al suolo, 15 cm, e non devono essere calpestati, al fine di evitarne il compattamento.

La realizzazione di questi elementi richiede del tempo, ma riduce poi il lavoro di mantenimento dell’orto. Possono essere realizzati aggiungendo al suolo il compost di modo da ottenere una struttura rialzata di 15 cm, per quanto riguarda la larghezza e la lunghezza dei bancali sono a discrezione di chi li realizza.

Gli strumenti necessari per lavorare i letti permanenti

La motozappa e l’erpice

La motozappa è la macchina ideale per il giardinaggio in piccole aree. Versatile, robusta e facile da usare, può eseguire la maggior parte dei lavori del terreno specifici per l’orticoltura.

È utile per mescolare ammendanti e seppellire il concime verde, nonché per preparare i letti per la semina quando manca il tempo per lavorarli manualmente. Può essere utilizzato anche per la semina anticipata in primavera quando il terreno è ancora freddo. Un rapido passaggio della motozappa porta ossigeno al terreno, lo riscalda e velocizza la produzione.

Lo strumento principale per lavorare il terreno è l’erpice rotante. Questo ha il vantaggio di lavorare il terreno con denti che ruotano su un asse verticale, evitando così che gli strati di terreno vengano invertiti. Il passaggio di un erpice rotante permette di ottenere un letto perfettamente condizionato per il trapianto e la semina.

La grelinette

La grelinette è una lunga forca a forma di U che permette di tagliare il terreno a una profondità di circa 30 centimetri senza girarlo. Permette di areare il suolo senza alterarne la composizione.

Teli di copertura

I teloni in polietilene nero possono essere molto utili per pulire i bancali dai residui colturali: tre settimane di copertura del terreno con questi teloni distruggono tutti i residui colturali, lasciando una superficie molto pulita.

Scopri di più sulla coltivazione bio-intensiva leggendo gli altri articoli disponibili sul sito.

vitaagricola

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