Le principali razze di maiali di origine italiana

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Quando si decide di allevare maiali, così come altri animali, bisogna scegliere quali bestie acquistare. Si può allevare suini di razza, scegliendo una fra le numerose razze di maiali esistenti, o puntare sugli ibridi commerciali, animali frutto di incroci mirati atti ad aumentare la produttività degli animali.

In questo articolo potrai scoprire quali sono i vantaggi derivati dall’allevamento di animali di razza e le principali razze di suini allevate in Italia.

5 motivi per allevare maiali di razza

Scegliere di allevare maiali di razza, soprattutto per uso domestico o per piccole produzioni, porta ad avere numerosi vantaggi. Vediamo insieme quali sono:

  • gli animali sono più rustici e resistenti;
  • quasi totale assenza del gene alotano, che può portare ad avere carni pallide, flaccide, essudative;
  • possibilità di ricevere contributi per la salvaguardia di razze a rischio d’estinzione;
  • poter sfruttare maggiormente le risorse locali avendo animali fortemente legati al territorio;
  • poter partecipare alla produzione di prodotti Dop, ricavando così un maggior guadagno.

Per approfondire le tue conoscenze sulle razze suine autoctone italiane e non solo, ti suggerisco di leggere questo libro dove puoi trovare le principali razza italiane di molti animali con relativa descrizione e diffusione.

Le 7 principali razze italiane di maiali

Nero di Calabria

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foto tratta da www.nerocalabria.com

Origine L’origine del suino Nero di Calabria o calabrese non si conosce con precisione, si presuppone che questa razza nasca nell’area mediterranea sud-europea ed africana da ripetuti incroci fra i maiali locali.

Diffusione. Questa razza è particolarmente diffusa in Calabria.

Caratteristiche. È un suino robusto, di taglia medio-piccola, con scheletro forte. Le setole sono di colore nero. Le caratteristiche principali di questa razza sono:

  • la capacità di valorizzare alimenti poveri,
  • la rusticità,
  • l’adattabilità al pascolo,
  • il vigore sessuale per il verro e l’attitudine materna per la scrofa.

Può essere allevato all’aperto allo stato brado o semibrado, può cibandosi di ghiande, castagne, tuberi e radici che trova nelle aree boschive in cui viene allevato. I maschi castrati, ad 12 mesi, arrivano a pesare circa 150 kg, mentre il peso delle femmine alla stessa età si aggira sui 120 kg.

Attitudine La carne di ottima qualità viene solitamente usata per la produzione di prodotti tipici della salumeria calabrese, quali capocollo, lardo, pancetta, prosciutto, salsiccia e soppressata.

Casertana

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foto tratta da agraria.org

Origine Le origini della razza casertana sono antichissime, questo maiale viene infatti rappresentata in molte sculture e affreschi di epoca romana. Nel passato ha contribuito alla formazione di importanti razze straniere come la Yorkshire e la Berkshire. Era molto apprezzata dagli inglesi sia per la qualità della carne che per l’elevata capacità di utilizzazione degli alimenti, che per la finezza dello scheletro.

Diffusione Era una razza molto diffusa, nel 1942 nella sola provincia di Caserta ve ne erano 50.000 esemplari. Durante il secolo scorso, come altre razze suine autoctone italiane, la Casertana ha subito una forte contrazione demografica, sostituita da tipi genetici più magri e più precoci di origine straniera, rischiando così l’estinzione.

Caratteristiche È un suino di tipo gentile, di taglia piccola con scheletro leggero ma solido, presenta solo pochi ciuffetti di setole, rade e sottili, in prossimità della testa e sulla coda. la cute è spesso pigmentata di grigio, grigio ardesia, ma può anche essere più scura, tendente al nero. Si tratta di un animale rustico, un ottimo pascolatore, frugale e precoce, possiede quindi tutte le caratteristiche per essere allevata all’aperto. La scrofa è dotata di elevato istinto materno e una prolificità non molto elevata, con un numero medio di suinetti di 6-8 per parto.

Attitudine È da sempre apprezzata per la sua alta resa alla macellazione, dovuta da una costituzione scheletrica estremamente fine. La sua carne viene utilizzata per la produzione di salumi tipici, ma anche come carne fresca da pronto consumo.

Cinta senese

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foto tratta da fattoria san michele delle torri

Origine È una razza rustica particolarmente antica, probabilmente veniva già allevata al tempo dei romani. Le prime attestazioni sicure della sua presenza risalgono al tardo medioevo.

Diffusione L’area di origine e di allevamento della Cinta Senese è quella della Montagnola Senese, compresa nel territorio dei comuni di Monteriggioni, Sovicille, Gaiole, Castelnuovo Berardenga e Casole d’Elsa, nel territorio delimitato dall’alta valle del fiume Merse da una parte e dall’alta valle del fiume Elsa dall’altra.

Caratteristiche È una razza di taglia media, con scheletro leggero ma solido. Il peso si aggira intorno ai 300 kg per i verri e 250 kg circa per le scrofe. La cute e le setole sono di colore nero, salvo la presenza di una fascia bianca continua che circonda completamente il tronco all’altezza delle spalle includendo gli arti anteriori. Razza molto rustica e frugale con arti abbastanza lunghi ma robusti, tronco poco profondo, testa allungata a profilo rettilineo. Maiale adatto ad essere allevato al pascolo.

Attitudine Il peso di macellazione varia dai 40 ai 60 kg per la produzione della porchetta. Per la produzione del suino pesante invece il peso di macellazione medio è di circa 150 kg e la sua carne viene prevalentemente trasformata in salumi tipici.

La romagnola

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foto tratta da www.spaziosnapa.com

Origine Il nome Mora a questa razza è stato ufficialmente attribuito nel 1942 ed è dovuto al colore del suo mantello. Esistevano tre ceppi: il “Forlivese”, caratterizzato da un manto nerastro con tinte più chiare nella regione addominale, la “Faentina” con mantello rosso chiaro e la “Riminese” dal mantello rossastro con una stella bianca in fronte e qualche volta con una cinghiatura chiara. Quello che ha prevalso, giungendo fino ai giorni nostri, è il Forlivese.

Diffusione Allevato soprattutto in Emilia-Romagna.

Caratteristiche La Mora Romagnola presenta il pelo marrone scuro che tende al nero (da cui il nome di “mora”), un particolare taglio a mandorla degli occhi e la presenza, soprattutto nei verri, di zanne molto lunghe, tali da renderli più simili a cinghiali che non a maiali veri e propri. Si tratta di una razza rustica adatta a vivere all’aperto. Questi suini, in possesso di discrete masse muscolari, a 18 mesi arrivavano a pesare anche 300 kg.

Attitudine Carni sapide, morbide ma compatte, alquanto grassottelle: queste sono le caratteristiche che contraddistinguono la Mora, che la rendono una razza adatta alla produzione di salumi di pregio quali il culatello o la spalla cruda.

Nero di Sicilia

maiali

foto tratta da zienda dondolo

Origine L’allevamento di questo suino ha origini antiche: i resti fossili e documenti scritti testimoniano la presenza di questi animali fin dal periodo della colonizzazione greca e cartaginese (VII-VI secolo). Durante tutto il Medioevo veniva allevato in grandi branchi allo stato brado.  Subì una diminuzione nel numero di animali allevati durante la dominazione araba per motivazioni di ordine religioso. Durante primi anni del Novecento questo suino era di solito essere allevato in piccoli gruppi di 10-15 animali; già allora si era diffuso l’incrocio con altre razze migliorate, provocando così una forte riduzione di questa razza e una diffusione di soggetti neri con pezzature bianche o completamente bianchi.

Diffusione Presente nei territori di San Fratello e Cesarò, in provincia di Messina, allevato anche sui monti Nebrodi (nel contesto del Parco regionale dei Nebrodi) e sulle Madonie ad altitudine massima di 1.800 metri sul livello del mare.

Caratteristiche Suino di colore nero uniforme, ma non mancano tra i soggetti puri animali fasciati con una cintatura simile a quella della Cinta Senese. Taglia medio-piccola. Razza precoce, rustica e longeva, caratterizzata da una buona fertilità e vivinatalità, presenta inoltre una buona resistenza alle malattie ed è alle avversità climatiche. Gli esemplari crescono lentamente e producono carne di riconosciuta qualità.

Attitudine Le sue carni sono utilizzate sia fresche che insaccate, ottenendo prodotti di alta qualità.

Nero di Parma

foto tratta da macelleria magri

Origine Le prime testimonianze dell’allevamento del Nero di Parma risalgono al 1400. È del 1820 il primo documento che cita espressamente la razza, dove questo maiale viene descritto come un suino caratterizzato da arti corti, setole quasi assenti, colore della pelle bruno tendente al nero e peso ragguardevole. Una descrizione più recente di questa razza si ha ad opera di Rozzi nel testo “Agricoltura Parmense” del 1937. L’inserimento delle razze suine inglesi nella suinicoltura italiana portò ad un rapido declino del Nero di Parma fino alla quasi totale estinzione. Verso la metà degli anni Novanta, sotto l’egida della provincia di Parma, iniziò un progetto di recupero della razza.

Diffusione viene allevato principalmente nella provincia di Parma

Caratteristiche il Mantello è grigio scuro – nero ardesia con rade setole molto scure e totale assenza di bianco, sono ammesse chiazze più chiare in alcune zone ma devono essere estremamente limitate. Il Nero di Parma presenta una prolificità discreta e la scrofa è dotata di buon istinto materno. Il numero medio di suinetti per parto è di circa 10. Ottimo pascolatore, dotato di buona rusticità.

Attitudine La carne ottenuta dai suini di Nero di Parma viene impiegata prevalentemente per la trasformazione in salumi di pregio tipici della zona di allevamento, quali prosciutto crudo, culatello, coppa, pancetta, salami.

Sarda

foto tratta da agraria.org

Origine La razza Sarda pare sia presente in Sardegna già dal neolitico (VI millennio a.C.). Reperti ossei indicano la sua presenza  in epoca nuragica (1800-238 a.C.).
Un’indagine recente, effettuata dall’Istituto Zootecnico e Caseario della Sardegna, ha verificato che la razza Sarda è diffusa oggi prevalentemente nelle zone montuose, mentre in pianura e bassa collina è stata sostituita da altre razze o dai loro incroci.

Diffusione La razza è attualmente diffusa nelle zone boschive di alta collina e di montagna del Nuorese e dell’Ogliastra ed anche nel Sassarese, nel Campidano e nel Sarrabus-Gerrei.

Caratteristiche Suino di taglia piccola, il peso vivo da adulto si aggira sui 70-100kg. Il colore del mantello può essere nero, grigio, fulvo, pezzato. Le setole sono lunghe, numerose, ruvide ed in corrispondenza della linea dorsale formano una criniera.

Attitudine I suini di razza Sarda sono allevati principalmente per la produzione di salumi tradizionali. Altrettanto importante è il consumo dei suinetti, macellati all’età di 35-45 giorni, che rappresenta uno dei piatti tradizionali della cucina tipica sarda.

Scopri di più sull’allevamento suino, continuando a leggere gli articoli presenti sul sito.

vitaagricola

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