La riproduzione nelle capre: accoppiamento e fecondazione artificiale

accoppiamento capre

La riproduzione nelle capre di norma avviene quando le giornate iniziano ad accorciarsi, questo fa sì che in parti si concentrino in primavera, quando la disponibilità di cibo aumenta.

La capra a differenza della vacca, che presenta estri durante tutto l’anno, è una specie a ciclo poliestrale stagionale con cicli estrali continui solo in alcuni mesi dell’anno, da agosto – settembre fino alla metà di dicembre. Ed è proprio in questo periodo che si verifica il concepimento.

Nell’allevamento caprino la fecondazione può avvenire o mediante accoppiamento, nella maggior parte dei casi, o attraverso l’inseminazione artificiale.

In questo articolo dedicato ad una corretta gestione della riproduzione nell’allevamento caprino, verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • come selezionare i becchi da destinare alla riproduzione;
  • i diversi modi di gestire l’accoppiamento nelle capre;
  • i vantaggi derivanti dalla pratica dell’inseminazione artificiale;
  • le regole basilari da seguire per gestire correttamente le capre da sottoporre a fecondazione artificiale;

L’accoppiamento nelle capre

L’accoppiamento nell’allevamento caprino viene fatto impiegando becchi di 15 -16 mesi fino all’età 4-6 anni, anche se vengono in genere sostituiti prima per evitare la consanguineità; il rapporto corretto di maschi e femmine all’interno del gregge deve essere di un becco ogni 25 -30 capre.

La selezione del becco

Prima di adibire un becco alla riproduzione bisogna accertarsi che:

  • non abbia malformazioni all’apparato genitale;
  • abbia attitudine alla monta;
  • eiaculi e abbia sperma di ottima qualità;
  • sia sano e quindi non abbia malattie che possa trasferire alla femmina;
  • non sia portatore di malattie genetiche;
  • abbia un ottimo patrimonio genetico;
  • sia proporzionato alle femmine che deve montare.

4 modi di gestire l’accoppiamento nelle capre

L’accoppiamento può essere fatto attraverso la:

  • monta libera: dove i becchi sono tenuti insieme alle capre senza formare gruppi di riproduzione;
  • monta intermittente: dove i maschi sono lasciati con le femmine solo 12 ore al giorno;
  • monta controllata: dove vengono creati dei gruppi di produzione, tramite questo metodo si può essere certi della paternità;
  • monta a mano che consiste nel condurre la capra al becco, cosa che può avvenire in qualsiasi ora al giorno.

Fecondazione artificiale

Una tecnica riproduttiva ancora poco usato nell’allevamento caprino è l’inseminazione artificiale, che può essere fatta dal veterinario o dall’allevatore dopo aver seguito un corso pratico.

I vantaggi di questa tecnica

Perché usare l’inseminazione artificiale?

  • Il seme utilizzato proviene da becchi miglioratori e offre numerose garanzie sanitarie
  • L’inseminazione permette di produrre nel proprio allevamento ottimi riproduttori. Questo consente di limitare l’acquisto di animali da altri allevamenti, diminuendo il rischio di importare patologie dall’esterno.
  • Permette di prevenire la trasmissione delle patologie collegate alle monte
  • Il miglioramento del livello genetico del gregge, ottenuto mediante inseminazione, consente di ottenere capi che producono più latte e materia utile (Grasso e Proteine), a parità di apporto alimentare. Con conseguente incremento della produzione lorda vendibile per capra.
  • L’inseminazione associata ad un metodo di controllo della riproduzione consente di produrre latte nei periodi in cui il mercato è più favorevole.
  •  I riproduttori nati da inseminazione vengono venduti più facilmente e a prezzo più alto del rispetto a soggetti nati da monta naturale.

Regole basilari da tenere in considerazione quando si pratica la F.A

Quando si decide di optare per la inseminazione artificiale, come metodo di fecondazione, bisogna tener presente delle regole basilari. È necessario:

  • aggiornare e conservate tutte le informazioni riguardanti la riproduzione delle femmine presenti nel gregge;
  • non destinare all’inseminazione le femmine:

-che non hanno partorito l ‘anno precedente o che hanno abortito;

-di più di 4 anni e le caprette di meno di un anno;

-che hanno partorito da meno di 170 giorni, quelle in pseudogravidanza, accertata mediante ecografia prima dell’inizio del trattamento ormonale (al massimo 10 giorni prima o meglio il giorno stesso dell’applicazione delle spugne);

  • evitare nel mese precedente e successivo all’inseminazione:

-sverminazioni;

-vaccinazioni;

-pareggio delle unghie;

-pulizia della stalla;

-la creazione di nuovi di gruppi per il razionamento;

– il trasporto delle femmine;

-cambiamenti alimentari troppo bruschi;

  • limitare il numero di trattamenti ormonali per capra a un’applicazione annua, per evitare la produzione di anticorpi anti-PMSG, che ritardano il momento dell’estro.

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vitaagricola

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